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Bartolinite: cos’è, i sintomi e come si cura

Bartolinite: cos’è, i sintomi e come si cura
da in Ginecologia, Malattie
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    Bartolinite: cos’è, i sintomi e come si cura

    Cos’è la bartolinite? Quali sono i suoi sintomi e come si cura?
    La bartolinite è un’infiammazione vaginale che interessa le cosiddette ghiandole di Bartolini, localizzate lateralmente e posteriormente all’orifizio della vagina. Il nome ricorda l’anatomista danese, Caspar Bartholin il Giovane, che per primo scoprì la loro esistenza nel 1677. Tuttavia, ad oggi, gli studi non hanno ancora chiarito quale sia la reale funzione delle ghiandole di Bartolini e a cosa serva il liquido che producono. La tesi predominate, per ora, è che non vi sia alcuna funzione utile e che siano l’equivalente ancestrale della prostata maschile.

    cisti-ghiandole-bartolini

    La bartolinite è un’infezione intima prettamente femminile, che causa dolore e fastidio durante le comuni attività giornaliere, come il sedersi, il camminare e l’avere rapporti. Ciò accade perchè l’infiammazione colpisce principalmente le ghiandole di Bartolini, facendole gonfiare fino a raggiungere le dimensioni di una noce. La tumefazione così prodotta può interessare una o entrambe le ghiandole.
    Ma perchè accade? Le ghiandole secernono un liquido che prima si pensava fosse indispensabile per la lubrificazione della vagina, ma non è così. Tuttavia, la secrezione avviene effettivamente durante l’attività sessuale attraverso dei canali, i quali possono ostruirsi a causa di una comune vaginite. L’ostruzione provoca, così, l’accumulo di liquido nelle ghiandole di Bartolini, con la conseguente formazione di una cisti e, successivamente, di un ascesso.

    La bartolinite è un problema comune a molte donne, in particolare dai 20 ai 30 anni, ma che con l’avanzare del tempo si manifesta con minore probabilità.
    Molto spesso, l’infezione vaginale risulta una semplice infiammazione transitoria delle ghiandole, che può risolversi in 3-5 giorni senza particolari trattamenti né sintomi. In alcuni casi, però, il processo patologico risulta più problematico, dando luogo alla formazione di una cisti. Anche in questo caso, se la cisti è piccola e non infetta, può guarire in modo del tutto spontaneo e in pochi giorni. Se, invece, cresce di dimensioni e si ascessualizza, i sintomi più comuni saranno:

    • Pus
    • Irritazione
    • Prurito
    • Arrossamento
    • Forte dolore
    • Febbre
    • Dispareunia
    • Difficoltà a deambulare e nei rapporti sessuali
    • Senso di peso al basso ventre

    Quando si presentano sintomi ben visibili, è importante ricorrere subito all’aiuto del proprio ginecologo. Per diagnosticare la bartolinite sarà essenziale eseguire un esame pelvico ed esaminare un campione di secrezioni vaginali, o della cervice, per verificare la presenza di eventuali infezioni a trasmissione sessuale.
    La cura dipenderà dalla grandezza della ciste e dalla sintomatologia. Tuttavia, le opzioni di trattamento che il medico può raccomandare includono:

    Potrebbe essere necessario un semplice intervento chirurgico per drenare una cisti infettata o di grande dimensione.

    Il drenaggio di una cisti consiste in una piccola incisione, sotto anestesia locale, per far uscire il liquido accumulato attraverso un piccolo catetere. Per permettere il drenaggio completo, il catetere sarà tolto dopo sei settimane.

    Se la cisti è infetta o se il test rivela un’infezione a trasmissione sessuale, il medico potrà prescrivere un antibiotico. Tuttavia, se l’ascesso viene drenato correttamente, potrebbe non essere necessario l’utilizzo di antibiotici.

    In caso di recidiva, verrà attuata la procedura di marsupializzazione. Su ciascun lato dell’incisione del drenaggio, il medico inserirà dei punti, così da creare un’apertura permanente, lunga circa di 6 millimetri, per poter reinserire il catetere e drenare nuovamente la cisti. In questo modo, il problema potrà essere prevenuto.

    Se il gonfiore non è eccessivo e se la cisti non è diventata un ascesso, è possibile curare la bartolinite in modo naturale, modificando alcune abitudini di vita. Prima di tutto, sarà importante detergere la zona infiammata, mattino e sera, con un sapone liquido germicida o fare varie abluzioni locali con acqua calda nel bidet o nella vasca, in modo da poter dilatare i condotti delle ghiandole di Bartolini.
    Poi, è importante ricordare di usare il preservativo durante i rapporti sessuali per evitare di incorrere in qualche infezione vaginale e di praticare tutti i giorni un’igiene intima corretta. Infine, è consigliato non indossare capi d’abbigliamento troppo attillati che non permettano la naturale traspirazione delle parti intime.

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