Bagni al mare e in piscina, possibili rischi e consigli per evitarli

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    E’ estate, fa caldo, è tempo di vacanze e rinfrescanti bagni in mare o in piscina per grandi e piccini. Esistono poche cose piacevoli quanto il poterci tuffare in acque cristalline per una bella nuotata o semplicemente per goderci la sensazione unica di galleggiare sulla superficie dell’acqua, magari dopo esserci rosolate per bene sotto al solleone. Insomma, un bel bagno è davvero un’esperienza benefica sotto tutti i punti di vista: allevia il senso di calore sul corpo, attiva la circolazione e ci aiuta a combattere cellulite e ritenzione idrica, l’acqua salata del mare fa bene alla pelle e, infine, è un potente anti stress. Per non parlare dei bambini, per loro è semplicemente una delle attività all’aria aperta più divertenti e salutari che esistano.

    Naturalmente a patto di seguire alcune norme di prudenza volte a limitare al massimo i possibili rischi collegati proprio con i bagni. Vediamo i principali.

    I rischi dei bagni al mare e in piscina

    Quando le nostre mamme da piccoli ci costringevano ad aspettare ore ed ore prima di permetterci di buttarci in mare, la motivazione era sempre la stessa: “prima devi digerire la colazione, altrimenti potresti morire“. Insomma, era una tale minaccia, che in qualche modo, nonostante il desiderio feroce di tuffarci, come deterrente fungeva a meraviglia. Questo “mito” delle tre ore da far passare dopo un pasto, prima di toccare l’acqua… beh, è proprio un mito. Nel senso che non c’entra il fatto di aver mangiato con il rischio di un possibile malore in acqua.

    Se pericoli esistono per la nostra salute, questi sono piuttosto collegati con lo shock termico tra la temperatura esterna (e del nostro corpo che ha preso sole) e quella decisamente più fresca dell’acqua. Naturalmente questo rischio esiste sempre, specialmente se siamo rimasti a lungo a crogiolarci sotto il solleone in giornate particolarmente calde e poi abbiamo avuto la brillante idea di tuffarci direttamente nell’acqua con tutto il corpo senza abituarlo gradualmente.

    In pratica si verifica una improvvisa vasocostrizione (peggiorata, questo sì, in fase digestiva allorché il sangue affluisce naturalmente allo stomaco in misura maggiore) che impedisce al sangue di irrorare correttamente cuore e cervello. I sintomi di questo pericoloso malessere sono pallore, vertigini, perdita di coscienza. Facilmente, in uno stato simile, si può rischiare l’annegamento se i soccorsi non sono immediati.

    Come tuffarci in tutta sicurezza

    Per evitare un’evenienza così drammatica, la cosa migliore è preparare il corpo alla temperatura dell’acqua cominciando a bagnare in modo graduale le nostre estremità (gambe e braccia), rinfrescare la testa e il collo e infine immergere anche pancia e torace. Inoltre, anche durante l’esposizione al sole, sarebbe intelligente tenere a portata di mano uno spruzzino pieno d’acqua da nebulizzarci addosso ogni tanto, e spostarci all’ombra quando ci surriscaldiamo troppo, prima di farci il bagno.

    Anche l’alimentazione va curata quando si va al mare. Assolutamente out i cibi troppo salati, elaborati, unti e speziati, così come le porzioni troppo abbondanti. Meglio fare una colazione leggera e in spiaggia portarci della frutta e della verdura fresche già tagliate a cubetti e pronte da mangiare, da tenere all’ombra nelle borse frigo, come pomodori, cetrioli, melone, pesche, anguria, albicocche e altri frutti dell’estate.

    Qualche cracker o gallette di riso senza sale e da bere acqua naturale completeranno il perfetto pasto da spiaggia. Mangiare poco, ma ogni tanto, non solo ci apporterà quelle vitamine e quei sali minerali indispensabili quando si è sotto il sole e si perdono liquidi in sudore, ma ci permetterà anche di mantenere lo stomaco leggero. Insomma, un po’ di prudenza e via, al mare!