Autismo: chi ne soffre ha memoria visiva più sviluppata

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    Autismo memoria visiva

    Parliamo di autismo, una malattia che relega chi ne soffre in un mondo tutto suo, una sorta di bolla protettiva e isolata, che impedisce uno normale scambio comunicativo con il mondo circostante. L’origine di questo disturbo è ancora, in parte, ignota, anche se si sospetta che il fattore genetico (predisposizione familiare ma anche deficit occorsi durante la gravidanza) sia determinante. Comunque sia, per aiutare le persone autistiche a venir fuori dal loro isolamento, soprattutto in età infantile, è importante riuscire a trovare delle terapie adeguate che non mortifichino le qualità speciali che il loro cervello possiede.

    E’ sempre apparso evidente a specialisti e familiari, infatti, che il paziente autistico avrà sì dei grossi handicap che impediscono un apprendimento scolastico regolare e una socializzazione “normale”, ma, d’altro canto, riesce a sviluppare delle qualità mentali che anche per un individuo “normodotato”, diciamo così, sarebbero al limite dell’impossibile.

    E ora, uno studio canadese condotto dai ricercatori dell’Università di Montreal e pubblicato sulla rivista Human Brain Mapping ha scoperto perché. A quanto pare, il cervello dell’individuo affetto da autismo, presenta l’area preposta al controllo e all’immagazzinaggio delle informazioni visive, che si trova nella parte posteriore del cranio, molto più sviluppata del normale. In pratica, queste persone possiedono una memoria visiva prodigiosa.

    D’altro canto, la zona cerebrale predisposta alle decisioni e alla pianificazione è molto meno sviluppata di quanto dovrebbe. Si tratta di una scoperta che aiuterà molto i medici nel mettere a punto terapie adeguate per i pazienti autistici perché “Noi pensiamo sempre al cervello dei pazienti come disorganizzato, mentre invece è organizzato diversamente”, commentano gli studiosi.