Attenzione ai morsi delle zecche, come evitarli e cosa fare in caso di morso

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    Attenzione ai morsi delle zecche. Anche se non avete cani in casa. Si è infatti soliti pensare che le zecche siano dei parassiti che albergano solo nei nostri amici animali a 4 zampe ed invece non è così: vivono nei prati e basta una passeggiata nell’erba un pochino più alta del solito per trovarsele addosso. Alcune sono microscopiche, indistinguibili ad un occhio inesperto. E’ dunque il caso di capire come fare per evitarle, visto che i morsi delle zecche possono essere pericolosi per la salute.

    Va infatti subito precisato che le zecche in Italia possono essere vettori di tre diversi tipi di infezione per l’essere umano: la malattia di Lyme e la meningo-encefalite da zecche che sono trasmesse dalla Ixodes ricinus, meglio conosciuta come zecca dei boschi, tipica del Trentino, Veneto e Friuli; e la febbre bottonosa del Mediterraneo che è invece trasmessa dalla Ripicephalus sanguineus, la più conosciuta zecca del cane. Nessun allarmismo però: non è detto che la zecca che vi morde sia infetta o che il sistema immunitario non sia in grado di contrastarla!

    Certo è che la prevenzione come sempre è l’arma migliore, quindi se avete l’intenzione di passare le vostre vacanze in campagna, tra verdi prati e freschi boschi, andate a passeggiare ben protetti da calze e pantaloni lunghi, scarpe chiuse e spalmatevi di repellenti per insetti: evitate un contatto ravvicinato con gli animali liberi sul posto e vedrete che non accadrà nulla.

    Nella sventurata ipotesi di un morso, cercate di togliere la zecca, magari con delle pinzette onde evitare il contatto diretto e senza schiacciarla, poi disinfettate la parte e tenetela sotto controllo per qualche tempo (un mese circa). I sintomi di un’infezione dovuta al morso di zecca sono diversi a seconda della malattia: febbre non troppo elevata, cefalea, dolori muscolari ed articolari. Con la malattia di Lyme si può avere un piccolo eritema circolare in prossimità della puntura del parassita. In casi molto rari si può assistere a disturbi neurologici e cardiovascolari. Non esistono purtroppo coperture vaccinali totali per queste patologie.