Attacchi di panico, sempre più diffusi

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    Soffrire di attacchi di panico è una cosa veramente fastidiosa e molto difficile da diagnosticare, anzi adesso se ne parla di più, c’è più attenzione, ma fino a 5 – 10 anni fa “erano cose da ipocondriaci“. Gli attacchi di panico si presentano sotto diverse forme: tachicardia e dolore al petto, sudorazione improvvisa e brividi, senso di soffocamento, fame d’aria, nausea e sbandamento, paura di impazzire, angoscia di non essere presi sul serio e vergogna, e soprattutto la costante sensazione che sta per accadere qualcosa di terribile.

    Paola Vinciguerra, psicologa e psicoterapeuta presidente dell’Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico), insieme alla giornalista Tonia Cartolano ha presentato il libro ‘Gli attacchi di panico. Clinica, ricerca e terapia‘ (Liguori Editore), un modo per aiutare chi soffre di attacchi di panico a sentirsi meno solo e soprattutto a capire come guarire, a chi rivolgersi ecc

    Paola Vinciguerra ha dichiarato: “E’ un problema in aumento che, più diffuso fra le donne, oggi sta crescendo anche tra gli uomini, soprattutto professionisti e manager. E secondo l’Organizzazione mondiale della sanità entro il 2020 sarà la patologia più diffusa al mondo, dopo i disturbi cardiovascolari“.

    Il libro è fatto anche di testimonianze, come quella di Gianluigi Lenzi, neurologo della Sapienza di Roma e ‘ascensorofobico’, che dice di avere il terrore in ascensore, oppure di Max Pezzali e la sua sensazione prima di salire sul palco dell’ariston.

    La Vinciguerra aggiunge: “Oltre tutto i sintomi sono tanti e diversi, e non sempre il problema si individua subito. La paura e la vergogna di avere qualcosa di strano non ci permettono di chiedere aiuto. Ma poi, secondo uno studio recente, si è visto che quando si rompe il silenzio non è detto che la soluzione arrivi subito“. Pensate che a volte dopo aver visto 10 specialisti diversi si arriva alla diagnosi di attacchi di panico, con un dispendio di tempo, soldi e soprattutto l’ansia del non sapere cosa si ha.

    Avere in casa una persona con attacchi di panico può voler dire rinunciare al cinema, al ristorante o all’aereo, perchè sono posti che per chi soffre di attacchi di panico sono molto rischiosi.

    La cosa che io mi sento di aggiungere è che non c’è niente di cui vergognarsi, è una malattia che si deve curare, nascondersi non fa che aggravare la situazione.

    Foto da:

    preparednesspro.files.wordpress.com cdn.sheknows.com www.mindsovermatters.co.uk

    Dolcetto o scherzetto?