Attacchi di panico: i sintomi, cosa fare e a chi rivolgersi

da , il

    Attacchi di panico

    Attacchi di panico, un’eventualità più frequente di quanto si pensi. Un disturbo d’ansia che si presenta con sintomi e caratteristiche precise. Ansia, paura e angoscia sono le parole chiave, in tema di attacchi di panico; ecco qualche informazione in più in merito, cosa fare e a chi rivolgersi.

    Di cosa si tratta

    Attacchi d’ansia improvvisa e difficilmente controllabile. Gli attacchi di panico, che molto spesso sono anche notturni, fanno parte dei disturbi d’ansia e si caratterizzano per una sensazione, improvvisa e apparentemente immotivata, di paura e allarme.

    Quando l’attacco di panico colpisce, la persona va improvvisamente in tilt. Paura, terrore e angoscia hanno il sopravvento e ogni situazione, anche la più banale, ogni gesto, anche il più naturale, diventano impossibili da gestire o affrontare. Dalla passeggiata per strada alla visione di un film al cinema, la sensazione di morte e di essere schiacciati da una forza incomprensibile è più forte di tutto. Bandita improvvisamente ogni razionalità, corpo e mente non seguono più un percorso logico.

    I sintomi

    Una serie di sintomi caratterizzano l’attacco di panico. La difficoltà di respirazione, le palpitazioni e la tachicardia, ma anche il dolore al torace, la sensazione di soffocamento, le vertigini e la sensazione di sbandamento e instabilità sono i principali. Tra le altre possibili manifestazioni ci sono: nausea, dolori addominali; aumento della sudorazione; cefalea; vampate di calore alternate a brividi; tremore; rallentamento della nozione del tempo; modificazione della percezione della distanza; intorpidimento; sensazione di catastrofe che sta per accadere; sensazione di irrealtà; paura di perdere il controllo o di impazzire, di perdere coscienza, di provocare disastri, di attirare l’attenzione, di morire.

    Cosa fare?

    Quando l’attacco di panico complisce, meglio mettere in pratica alcune semplici mosse, come smettere di fare quello che si stava facendo o defilarsi se si è al centro della scena, trovare una posizione comoda, chiedere aiuto a chi è vicino e concentrarsi sulla respirazione diaframmatica per ritrovare il controllo. Il consiglio è di respirare profondamente, inspirando aria gonfiando l’addome ed evitando di concentrare il respiro sul torace.

    A chi rivolgersi

    Oltre ai piccoli consigli per fronteggiare l’attacco vero e proprio, è necessario prendere coscienza del problema, per evitare che degeneri in depressione. Allo scopo, meglio rivolgersi a uno psicoterapeuta, che consiglierà un approccio cognitivo-comportamentale abbinato a training autogeno e a tecniche di rilassamento muscolare.