Attacchi di panico: boom tra i cittadini romani

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    Roma, la capitale degli attacchi di panico? Sembra di sì, purtroppo, almeno da ciò che emerge dai dati presentati ieri in Campidoglio: circa 750.000 romani soffrono di questo disturbo, cronico nel 23% dei casi e sporadico nel 21%. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne, per lo più laureate, di età compresa tra i 25 e i 54 anni. Ma la malattia, che colpisce a tutte le età ed ogni categoria sociale sembra essere molto in aumento soprattutto tra gli anziani ed i giovanissimi. Tra le cause principali lo stress e l’ambiente urbano caotico, come può essere quello di una grande città.

    Avete mai provato a stare fermi sul Raccordo Anulare per due ore e mezza circondati da auto e camion, senza sapere perché e quando la situazione si sbloccherà? Che effetto fa vedere in televisione decine di persone passare vicino ad una donna morente al capolinea della metropolitana, senza neppure degnarla di uno sguardo? Oppure sentire che una ragazza è stata violentata in pieno centro storico? Insicurezza e dunque ansia: è con questo che si confrontano quotidianamente gli abitanti delle metropoli. Per tale motivo la città diventa un fattore di rischio aggiuntivo negli attacchi di panico. I dati sono stati raccolti dall’Isneg, Istituto di Neuroscienze Globale, in collaborazione con l’Istituto di sondaggi Swg. Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale ha dichiarato: “la lotta agli attacchi di panico deve partire su più fronti: la cura, la ricerca e l’informazione. Questa patologia può essere deleteria per le persone colpite, al punto da limitarne la libertà di movimento e le relazioni sociali. Disturbi come il panico, la violenza psicologica domestica e tutto ci che sembra riguardare unicamente la vita privata del singolo individuo sono all’attenzione dell’amministrazione capitolina che, unica in Italia, non lascia soli coloro che necessitano di un supporto concreto”.

    Per raccogliere richieste d’aiuto è stato infatti attivato un numero telefonico: 06671072477. e presto verranno avviati corsi di formazione ed un laboratorio di ricerca e di monitoraggio del fenomeno. Ovviamente, va ricordato che gli attacchi di panico rappresentano una patologia molto complessa e non legata solo esclusivamente al caos urbano: ne può soffrire anche chi vive isolato o comunque in una tranquilla cittadina di provincia. I sintomi della crisi di panico? In genere tali disturbi si manifestano improvvisamente con tachicardia, sudorazione eccessiva, paura di morire ingiustificata, senso di soffocamento. Spesso gli attacchi di panico sono legati a situazioni di ansia o comunque colpiscono persone affette da depressione, ma c’è ancora molto da scoprire sui meccanismi che “accendono” i sintomi. Sorrentino, direttore dell’Istituto di Neuroscienze, che da anni si occupa di queste patologie ricorda: “non bisogna sottovalutare la malattia, evitare il fai da te, intraprendere una terapia medico-farmacologica adeguata. La società e le istituzioni, poi, devono evitare di stigmatizzare queste patologie ansioso-depressive che, nel 2020, saranno al primo posto tra le malattie più diffuse del pianeta, attacchi di panico compresi”.