Assolta anche la soia, non è nei germogli l’origine del batterio killer

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    Batterio killer soia assolta

    Mentre le autorità tedesche annunciano indagini a tappeto, del batterio killer, o meglio, della fonte originaria del focolaio infettivo… nessuna traccia. Come vi avevamo informato ieri, si stava ipotizzando che la causa di diffusione del ceppo mutato di Escherichia Coli, il batterio intestinale che ha causato il decesso di 22 persone (21 in Germania) per sindrome emolitico-uremica, fossero dei germogli di soja prodotti in un’azienda agricola della Bassa Sassonia. Due dipendenti dell’azienda si erano, infatti, ammalati e uno di loro era risultato positivo al test del batterio killer.

    Peccato che, però, dalle prime analisi di laboratorio, sia emerso che il legume e i suoi germogli non c’entrano proprio nulla. E allora? Si ricomincia daccapo. Anche se, come conferma il ministro dell’Agricoltura tedesco Ilse Aigner, la soia non è ancora stata scagionata completamente, e anzi: “E’ una pista importante che deve essere seguita con forza”. La verità, è che tutti brancolano nel buio. Sempre il ministro, ha comunque ribadito la necessità che i consumatori si astengano dal mangiare verdure e germogli di cereali e legumi crudi.

    Intanto, la Commissione UE, che si riunirà domani a Lussemburgo per un consiglio straordinario collegato proprio con l’epidemia di E.Coli e incentrato sulle misure da prendere per arginare il contagio, ha annunciato l’intenzione di “compensare” i produttori di ortofrutta europei, duramente colpiti, più che dall’epidemia, dalla psicosi che ne è conseguita. “Ovunque in Europa si è verificata una diminuzione del consumo della verdura”, ha spiegato, infatti, il portavoce della Commissione, Roger Waite, motivo per cui saranno varate delle misure per cercare di dare una mano ai produttori agricoli dei vari Paesi UE messi in difficoltà dal calo di vendite.

    Ne sentiremo ancora delle belle, quindi. Nella mia ignoranza, io la butto lì: poiché il batterio in questione si trova abitualmente nell’intestino dei bovini (in questo caso è mutante, nel senso che sviluppa una tossina potenzialmente letale e resistente agli antibiotici), non è che, per caso, all’origine di tutto vi sono, più semplicemente, hamburger conservati male? E i tedeschi, prima di mettere in difficoltà una delle prime industrie alimentari del Paese (la carne, appunto, e il latte), preferiscono accanirsi contro l’incolpevole verdura, prodotta, in piccole quantità in loco, e massicciamente importata dalle altre nazioni della UE?