Artrite reumatoide: fumare aumenta il rischio

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    Il fumo di sigaretta aumenta il rischio di contrarre l’artrite reumatoide, e per di più nelle sue forme più gravi. Ecco un altro motivo per cui bisognerebbe smettere di fumare. La cosa riguarda maggiormente noi donne visto che l’artrite reumatoide è una patologia a prevalenza femminile, ma si sa, certe “bionde” fanno male alla salute di tutti, senza distinzioni di sorta. La correlazione tra fumo e questa malattia è stata individuata da un’equipe di scienziati svedesi che ne hanno spiegato le motivazioni in un articolo pubblicato sugli Annals of the Rheumatic Diseases.

    Vediamo di cosa si tratta nello specifico: sono stati presi in considerazione 1200 pazienti affetti da artrite e 900 sani a cui è stato fatto un test del dna per individuare l’eventuale predisposizione genetica alla malattia. Sono poi stati divisi in tre gruppi in base alle abitudini al fumo. Ne è emerso che i livelli più gravi e diffusi dell’artrite reumatoide sono stati riscontrati tra gli accaniti tabagisti (con più di 20 sigarette al giorno). Lo stesso dicasi per gli anticorpi ACPA (anti-peptidi citrullinati), cioè quelli che chi soffre di artrite produce autonomamente, aumentati di 2,5 volte rispetto ai non fumatori. Il rischio diminuisce ma permane invece tra gli ex fumatori.

    La ricerca arriva a specificare che il fumo contribuisce allo sviluppo dell’artrite reumatoide nel 35% dei casi totali (non poco direi) e la percentuale sale fino al 55 % tra coloro che sono geneticamente predisposti. Un motivo in più per smettere oltre al fatto che il fumo rende brutte, rovina la pelle e provoca tante malattie. Ricordiamo inoltre che l’artrite reumatoide è una malattia degenerativa autoimmune che provoca la distruzione delle articolazioni. Attualmente non esiste una cura definitiva, ma solo alcune terapie che ne rallentano il decorso. Tra le cause oltre al fumo e alla predisposizione genetica anche l’inquinamento ambientale.

    Dolcetto o scherzetto?