Aracnofobia: la paura dei ragni ce li fa vedere più grandi e pericolosi

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    Ragni aracnofobia

    Sapete cos’è l’aracnofobia? Un problema assai diffuso: la paura, anzi, il terrore dei ragni. Si tratta di una della tante fobie di cui a volte rimane preda la psiche degli esseri umani, come l’agorafobia (la paura degli spazi aperti), l’acrofobia (paura delle altezze, altrimenti detta soffrire di vertigini), la claustrofobia (paura degli spazi chiusi), solo per citare le più diffuse. E’ bene tener presente che per parlare specificamente di fobia, che è una paura irrazionale e assolutamente incontrollabile, che genera attacchi di panico e reazioni inconsulte, è necessario che il pericolo, in realtà, non esista.

    In pratica si tratta di una proiezione della mente, e come tale è patologica, non devota a una contingenza reale. In un individuo equilibrato, infatti, la paura si genera come guida e aiuto nel momento in cui davvero per il soggetto intervengano fattori di pericolo. E perciò, torniamo a bomba, al discorso sui ragni. E’ chiaro che questi aracnidi (da cui il termine aracnofobia) possono eventualmente anche essere un rischio per la nostra salute, anche per la stessa incolumità, se sono particolarmente velenosi, ma quando il nostro terrore sia suscitato da insetti insignificanti e assolutamente innocui, allora si può parlare di fobia.

    A studiarne gli effetti sono stati i ricercatori della Ohio State University coordinati dal dott. Michael Vasey, in uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Anxiety Disorders. Per la loro ricerca, gli scienziati hanno coinvolto 57 volontari (uomini e donne) che, ahiloro, hanno dovuto camminare in mezzo ai ragni (tutti simili a tarantole ma innocui e di diverse dimensioni), per un tempo di follow up di 8 settimane. Nel frattempo veniva testato il loro livello di paura con votazioni che andavano da zero a 100.

    Non paghi di questa “tortura”, i ricercatori hanno chiesto ai malcapitati anche di spostare i ragni con l’ausilio di un bastone. Al termine della sperimentazione, al campione è stato chiesto di disegnare gli odiati aracnidi su un foglio di carta, cercando di riprodurne le dimensioni. E alla fine… sorpresa! I volontari la cui fobia era più marcata, tendevano a disegnare i ragni molto più grandi di quanto fossero in realtà, e anche più minacciosi.

    “Poiché le nostre osservazioni informali suggerivano la presenza di bias (un pregiudizio), non siamo rimasti sorpresi di aver trovato evidenza di ciò nel nostro studio. Tuttavia, è giusto dire che siamo rimasti molto sorpresi dalla grandezza del pregiudizio. Abbiamo visto i partecipanti molto timorosi disegnare linee che sono due o tre volte più lunghe che non il ragno reale”, ha spiegato il dott. Vasey. Insomma, il diavolo non è mai brutto come lo si dipinge…

    Dolcetto o scherzetto?