Anoressia: dipenderebbe da un disturbo del cervello

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    disturbo dell'anoressia

    L’anoressia dipenderebbe da un disturbo legato ad alcune aree del cervello in grado di controllare la rappresentazione di sé e la manipolazione delle immagini mentali. A sostenerlo è una ricerca di un gruppo di medici italiani diretto dal dottor Santino Gaudio e pubblicato da “Psychiatry research: Neuroimaging”. L’anoressia è molto diffusa tra le adolescenti, che si vedono grasse anche quando sottopeso o addirittura in uno stato di denutrizione. L’anoressia colpisce soprattutto le ragazze sin dall’età di 13 anni.

    Il disturbo dell’anoressia si insinua senza fare troppo rumore, tanto da passare inosservata persino ai parenti o agli amici, è una malattia dell’anima e del corpo, che progressivamente viene divorato poco alla volta, ed è difficile tornare indietro. E’ stato stimato, infatti, che dall’anoressia si guarisce solo nel 30% dei casi, mentre nel 50%  la malattia diventa cronica.

    Il team di ricercatori italiani ha esaminato 32 volontarie, 16 malate di anoressia da meno di un anno e 16 adolescenti sane. Il cervello delle ragazze, infatti, è stato sottoposto a risonanza magnetica e al “Vox Based Morphometry”, un sistema ancora da poco in uso. Dai risultati del test, è emerso come il cervello delle anoressiche presentasse una carenza di sostanza grigia nelle regioni cerebrali deputate alla ricezione delle immagini mentali. difetto che portava le anoressiche a vedersi grasse persino quando gravemente sottopeso.

    Che ci fosse un coinvolgimento della psiche nel disturbo della malattia, era ormai chiaro, ma i risultati ottenuti dall’esperimento, secondo gli studiosi, dimostrerebbero l’esistenza anche di un fattore neurobiologico alla base della distorsione delle immagini mentali. I ricercatori sono convinti che i dati raccolti aiuteranno a capire meglio la natura di questa patologia e ad immaginare così delle terapie mirate ed efficaci.

    Dolcetto o scherzetto?