Analisi del sangue: si farà con lo smartphone

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    analisi del sangue con lo smartphone

    In un futuro non troppo lontano, le analisi del sangue si faranno con uno spillo, per il prelievo, ed uno smartphone abilitato a trasmettere i dati alle strutture sanitarie. La notizia ha dell’incredibile, ma la ricerca continua a fare passi da giganti, non a caso il 2010 è stato un anno costellato da importanti scoperte scientifiche. Secondo un gruppo di ricercatori dell’Università del Rhode Island, guidati dal professor Mohammad Faghri, un domani per fare le analisi del sangue, ma anche per rilevare altre malattie, basterà un semplice cellulare di ultima generazione.

    Cosa non si farà con lo smartphone, che ha pensato persino a delle applicazioni dedicate al benessere personale, con tanto di programmi di allenamento e contatore di brucia calorie.

    Il team di ricercatori ha immaginato prima di tutto un dispositivo munito di chip, in grado di ricevere il sangue e di produrre l’analisi finale. Per fare questo, sarà sufficiente mettere il sangue su una cartuccia di polimero plastico, dove al suo interno piccoli canali spostano il fluido verso un biosensore contenente uno spettrometro in miniatura e una micro-pompa. A quel punto, il sangue incontra reagenti precaricati, permettendo al sensore di rilevare i biomarcatori delle malattie.

    L’idea è davvero notevole e semplifica di molto le procedure classiche, l’unico neo, purtroppo, è il costo del sensore, che si aggira intorno ai 2000 euro, anche se il sistema consentirebbe di rilevare anche altre malattie come l’influenza A, l’AIDS, l’epatite B e persino l’Alzheimer.

    Ecco, perché il professor Faghri è tanto ottimista e ha spiegato che:

    questo sviluppo è un passo importante nella diagnostica point-of-care, in cui il test può essere eseguito in una clinica, in uno studio medico, o a casa. I pazienti ora non devono più attendere con ansia per diversi giorni i risultati dei test. Possono testare il sangue mentre si recano dal medico, e i risultati saranno già pronti prima di uscire.

    Tuttavia, la ricerca è ancora in corso di svolgimento e il primo passo è realizzare un sensore non solo più piccolo, ma anche più economico in modo da integrarlo in uno smartphone in grado di elaborare dati e inviare l’esito degli esami direttamente al medico.

    Dolcetto o scherzetto?