Alzheimer, in cosa consiste?

Cos’è l‘Alzheimer? Ne sentiamo parlare spesso, di sicuro siamo tutti a conoscenza del fatto che si tratta di una malattia grave e che colpisce essenzialmente le persone mature, qualcuno la confonde con il morbo di Parkinson, con il quale ha ben poco a che fare se non il fatto che si tratta di due patologie neurodegenerative croniche ed incurabili: hanno caratteristiche e sintomi molto diversi. L’Alzheimer infine è quella malattia per cui si perde la memoria. E’questo in media ciò che la maggior parte di noi conosce di tale patologia e nessuno vuol sapere altro, perché in fondo c’è molta paura ed evitare di conoscere è come scansare l’opportunità di un contagio. Ma l’Alzheimer non è una malattia contagiosa. Scopriamo insieme cosa altro è e non è.
Il morbo di Alzheimer è una forma di demenza
La malattia di Alzheimer è una forma di demenza, la più comune (rappresenta per incidenza il 50-80 % di tutte le demenze): provoca dei problemi di memoria, ma anche di concentrazione e di comportamento, a tal punto da inficiare totalmente il normale scorrere della vita quotidiana. Uno dei fattori di rischio è sicuramente l’età avanzata (età media di insorgenza: 65 anni), ma assolutamente questa patologia non va confusa con l’invecchiamento e le malattie correlate alla vecchiaia. Progredisce più o meno lentamente, peggiorando la sintomatologia, che arriva al culmine dopo un certo numero di anni (6-10 dall’insorgenza dei sintomi visibili ai familiari). Si arriva alla totale incapacità di rispondere all’ambiente circostante. Di Alzheimer si muore, in media 8 anni dopo la diagnosi, ma molto dipende da altri fattori, la sopravvivenza si attesta tra i 4 ed i 20 anni dall’insorgenza sintomatologica iniziale, perdite serie e frequenti di memoria : è la sesta causa di morte negli Usa.
Cosa si può fare contro l’Alzheimer
Non si può curare, ma esistono numerosi trattamenti in grado di tenere sotto controllo i sintomi, di rallentarne seppur modicamente il peggioramento. Lo scopo di queste terapie è mirare quanto più possibile alla qualità della vita del paziente e del suo caregiver. Un caregiver è necessario, ad un certo punto della malattia perché il paziente non può essere lasciato da solo. Il caregiver dei malati di Alzheimer secondo alcune ricerche scientifiche è colui che vive più intensamente lo stress della malattia. In questo senso sì che l’Alzheimer si può dire è una malattia contagiosa, benché non si trasmetta la stessa patogia, ma tante difficoltà. La cura migliore è dunque l’amore filiale (sono essenzialmente le figlie ed i figli ad accudire i genitori) e l’unione e la forza di una famiglia.
Foto: Portaldelsur per Flickr
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Mer 01/08/2012 da Cinzia Iannaccio



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