Alzheimer, con la risonanza magnetica si può diagnosticare 10 anni prima

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    Alzheimer risonanza magnetica

    Importante scoperta sul fronte Alzheimer: uno studio americano ha dimostrato che attraverso una semplice risonanza magnetica è possibile individuare con 10 anni di anticipo le persone che svilupperanno la malattia. Naturalmente, questo permetterebbe di agire preventivamente prima che il morbo si manifesti in modo conclamato, e sappiamo quanto la diagnosi precoce sia utile per contrastare questa terribile malattia degenerativa che colpisce il cervello distruggendo la memoria e, con essa, le principali facoltà cognitive. Ma veniamo alla notizia.

    I ricercatori del Rush University Medical Center di Chicago e del Massachussets General Hospital di Boston, hanno infatti effettuato delle risonanze magnetiche per esaminare la corteccia cerebrale di 65 pazienti. Si tratta di quell’area del cervello colpita dalla malattia. Ebbene, è risultato che oltre la metà dei pazienti che presentavano delle dimensioni della corteccia più piccole rispetto agli altri hanno poi manifestato i primi sintomi della malattia di Alzheimer 7-10 anni più tardi.

    Viceversa, in nessuna delle persone esaminate che mostravano dimensioni corticali maggiori, il morbo si è poi manifestato. Secondo gli scienziati, questa scoperta è importante a livello diagnostico perché permetterebbe di rallentare l’evoluzione della patologia prima che si manifestino i sintomi clinici classici. A tutt’oggi infatti, agire in modo efficace sull’Alzheimer è davvero legato alla precocità dell’intervento, perché una volta conclamata, la malattia progredisce in modo molto rapido e, purtroppo, sempre con esito letale. I dati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Neurology.