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Allergia alle graminacee: sintomi, cura e alimenti da evitare

Allergia alle graminacee: sintomi, cura e alimenti da evitare
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    Allergia alle graminacee: sintomi, cura e alimenti da evitare

    L’allergia alle graminacee è un fastidioso disturbo primaverile del quale, oggi, conosceremo meglio i sintomi, la cura, ma anche gli alimenti da evitare e quelli da preferire.
    La primavera è una stagione molto apprezzata da chi ama fare passeggiate all’aria aperta o scampagnate fuori porta. Tuttavia, è anche uno dei periodi più odiati da coloro che soffrono di allergie alle graminacee, poiché si ritrovano a fare i conti con congestioni nasali, lacrimazione anomala e fastidiosi pruriti. Queste piante sono ampiamente diffuse nel Bel Paese e costituiscono la componente principale di quasi tutte le distese erbose. In Italia, le allergie alle graminacee colpiscono il 10-15% della popolazione.

    Le cause delle allergie alle graminacee e alla parietaria, riguardano gli allergeni, cioè delle sostanze innocue per la maggior parte delle persone, ma responsabili di un’eccessiva reazione di difesa da parte del sistema immunitario nei soggetti allergici. Nel caso specifico delle allergie respiratorie e, in particolare, quelle alle graminacee, a causare le reazioni allergiche sono i pollini.
    Una volta entrati a contatto con le mucose nasali, i pollini vengono identificati dagli anticorpi IgE del sistema immunitario come elementi nemici e altamente dannosi. A causa di questo, la risposta immunitaria risulterà sproporzionata alla reale situazione e provocherà tutta una serie di meccanismi di difesa (starnuti, lacrimazione,ecc.), purtroppo ritenuti delle vere e proprie seccature da parte del soggetto allergico.

    I pollini sono le cellule riproduttive maschili prodotte dalle piante durante la fioritura. Granelli leggerissimi che, trasportati dal vento, raggiungono altri esemplari vegetali della stessa specie per fecondarli. Durante i mesi della fioritura, da marzo a settembre, la quantità di pollini è tale da saturare l’aria e irritare le mucose di chi è allergico, specialmente nei bambini nei quali è importante conoscere sintomi, durata e rimedi.
    Le graminacee sono una famiglia di piante che fioriscono sopratutto nella valle Padana, negli Appennini centrali, in Campania e in Sardegna, tra maggio e giugno. Di conseguenza, l’allergia colpisce maggiormente in questo periodo, ma c’è chi palesa i sintomi anche in autunno.

    Per alcune persone la sintomatologia è di natura lieve e il fastidio è solo temporaneo, ma per altri si tratta di manifestazioni più persistenti, che possono influire sulla vita e sulle attività quotidiane, diventando un grosso problema su cui agire in modo tempestivo.

    I sintomi dell’allergia alle graminacee più comunemente riscontrati sono simili a quelli di un semplice raffreddore, però, diversamente da quest’ultimo, durano per tutto il tempo in cui si è esposti agli allergeni. Tra questi vi sono:

    • Congestione nasale, che prevede starnuti e abbondanti secrezioni nasali
    • Lacrimazione
    • Arrossamento, gonfiore e bruciore degli occhi
    • Arrossamento e gonfiore cutaneo
    • Prurito, che può interessare naso, gola e palato
    • Tosse e asma allergica
    • Riduzione del senso del gusto o dell’odorato
    • Stanchezza e senso di debolezza
    • Insonnia e irritabilità

    Tali sintomi possono fare la loro comparsa a qualsiasi età, ma è molto probabile che le allergie alle graminacee si sviluppino fin da bambini. Tuttavia, non è impensabile che l’allergia alle graminacee cominci a manifestarsi soltanto all’inizio dell’età adulta. Inoltre, nel corso degli anni, le reazioni allergiche possono cambiare diventando, nella maggioranza dei casi, meno intense.

    Anche in caso di allergia, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale, infatti alcuni alimenti hanno la capacità di ostacolare o assecondare le reazioni allergiche alle graminacee, che tra l’altro rientrano tra le allergie alimentari. In particolare, per chi è allergico alle graminacee, gli alimenti da evitare, perché protagonisti delle allergie crociate, sono:

    • i latticini e derivati
    • i fritti
    • gli insaccati
    • gli zuccheri semplici
    • il pomodoro
    • gli agrumi
    • il melone
    • l’anguria
    • la pesca
    • la ciliegia
    • la prugna
    • il kiwi
    • la mandorla
    • la birra
    • il frumento e i cereali in generale
    • il miele

    Per quanto riguarda i cibi da preferire, invece, è importante assumere tutto ciò che è di ausilio al sistema immunitario come frutta e verdura fresca, il pesce ricco di Omega 3 e gli oli ad alto contenuto di acido linolenico. Inoltre, esistono alimenti ad elevato potere antiallergico e antinfiammatorio, come cavolo-verza, lattuga, prezzemolo, rafano, ravanello nero e rosso, che rinforzano tutto l’organismo.

    Oltre ai farmaci e ai numerosi rimedi offerti dalla medicina alternativa, naturali, fitoterapici e omeopatici, per contrastare i sintomi e tenere sotto controllo i fastidi scatenati dalle allergie esistono alcune cure più risolutive:

    Il vaccino per l’allergia alle graminacee è l’immunoterapia specifica mirata alla desensibilizzazione del soggetto allergico nei confronti degli allergeni responsabili, quindi in grado di agire sulle cause e non solo sui sintomi. Il vaccino, infatti, è il rimedio più efficace. L’importante è sapere quando farlo.

    Tra i vari farmaci disponibili che alleviano semplicemente le reazioni allergiche, da banco o sotto prescrizione, il più comune è l’antistaminico, che per via orale o nasale, blocca l’istamina, una sostanza chimica infiammatoria rilasciata per errore dal sistema immunitario, contrastando prurito e starnuti e donando immediato sollievo.

    Per prevenire e curare l’infiammazione provocata dall’allergia, il medico può prescrivere anche l’utilizzo dei cortisonici, farmaci antinfiammatori e immunosoppressori, la cui preparazione può essere in varie forme: spray, compresse, gocce, colliri, creme, per alleviare tutti i tipi di sintomi. Tuttavia, questo tipologia di farmaci, come molti altri, comportano tutta una serie di effetti collaterali, che saranno più o meno gravi a seconda della durata, della quantità, della forma di somministrazione e dell’età del paziente.

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