Allergia al nichel, sintomi e cure

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    Allergia al nichel

    Allergia al nichel, un’eventualità insidiosa, meno frequente di altre forme allergiche, ma non meno fastidiosa. Il nichel è nascosto in molti oggetti o sostanze con cui si viene a contatto quotidianamente. Qualche esempio? Le monete, gli orologi, braccialetti e collane, il bottone o il rivetto del jeans, la fibbia della cintura, il piercing e molte delle montature per gli occhiali, i cosmetici e determinati alimenti: sono solo alcuni dei potenziali veicoli dell’allergia, delle cause scatenanti delle reazioni allergiche, caratterizzate spesso da sintomi evidenti e difficili da sopportare sulla pelle. Ecco qualche informazione utile sui sintomi, le cure più indicate e su cosa mangiare in caso di allergia al nichel.

    I sintomi

    Il sintomo più comune è sicuramente il prurito cronico, costante,molto simile a quello che si avverte nel caso dell’orticaria. Spesso è combinato con una eruzione cutanea: da lieve rossore a pelle sollevata e che tende a dar luogo a ferite ed escoriazioni facilmente iniettabili. Non sono rari i casi in cui si assiste alla comparsa di vere e proprie crosticine.

    Molto spesso, i sintomi peggiorano, diventando più frequenti, visibili e fastidiosi, in prossimità dell’estate, perché la sudorazione influisce negativamente. In questa eventualità, meglio non aspettare oltre e rivolgersi al dermatologo e/o a un allergologo per avere la diagnosi certa. E’ importante capire se si è allergici al nichel (o ad altri metalli).

    Le cure migliori

    La cura migliore si basa sulla prevenzione. Meglio stare alla larga da tutti i possibili elementi e oggetti in grado di scatenare la reazione. Allo scopo, sono da bandire i cosmetici e i gioielli contenenti nichel, così come i tatuaggi colorati (l’inchiostro colorato può contenere anche nichel) ed è preferibile seguire una dieta specifica, con alcuni cibi da evitare e altri da preferire. Nella categoria di quelli da evitare ci sono: le fette biscottate, gli asparagi, i gelati e le merendine industriali, kiwi, lenticchie, mais, avena, pane integrale, cacao, cibi in scatola, crackers, crostini, dadi, focaccia, fritti e frutta secca.

    Se fino a qualche anno fa si pensava che l’unico modo per evitare le reazioni allergiche fosse stare lontani per tutta la vita dagli oggetti o alimenti contenenti nichel, secondo le scoperte scientifiche più recenti sembra che ci possa essere una sorta di scadenza. Se è vero che il nichel si accumula e che l’allergia si manifesta solo nel momento in cui l’organismo è saturo del metallo, allora potrebbero bastare solo pochi anni di “astinenza”. In questi anni di non contatto, infatti, l’organismo si potrebbe depurare, e, dopo, sarebbe nuovamente pronto ad entrare in contatto con il nichel, senza problemi.

    Per alleviare il fastidio e il dolore della dermatite da contatto, contro rossori, gonfiori e pruriti della cute, sono utili le pomate con cortisone, che, in base all’entità del disturbo, possono essere di bassa, media o alta attività antinfiammatoria.

    Dolcetto o scherzetto?