Allattamento al seno, in corso la settimana mondiale

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    allattamento al seno

    Di allattamento al seno si parla poco in generale, men che meno in queste giornate in cui dominano le notizie circa le Olimpiadi di Londra ed i soliti sconsolanti comunicati sulla crisi economica. Eppure è in corso, dal primo agosto e fino al 7, la settimana mondiale dell’allattamento al seno, celebrata in oltre 170 Paesi in tutto il mondo. Allattare al seno non è uno sport olimpico e neppure una questione di moda, benché molti lo ritengano tale. E’ bensì il metodo naturale per eccellenza per nutrire i neonati e spesso salvare loro la vita.

    Promuovere l’allattamento al seno

    20 anni fa veniva promulgata la Dichiarazione degli Innocenti, ad opera dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dell’Unicef che aveva come obiettivi la creazione di un’alleanza strategica globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini, che fu definitivamente messa a punto nel 2002 e che sin dagli albori concettuali prevedeva la promozione e protezione dell’allattamento al seno. Un passo importante in un’epoca (quella degli anni novanta) in cui si stava dando un grande spazio all’allattamento artificiale, anche e soprattutto in alternativa al latte materno, sin dai primi giorni di vita del bambino. Certe affermazioni si sono radicate ed ancora le sentiamo riproporre: allattare al seno fa ingrassare, il seno si affloscia e similari. Notizie non vere per la maggior parte delle donne, ma che di certo non hanno nulla a che vedere con la salute dei bambini, al riguardo si racconta tutt’ora che con il latte artificiale crescono meglio. In realtà numerose ricerche scientifiche di confronto, hanno in questo ventennio confermato che la soluzione migliore per i neonati è l’allattamento al seno, laddove possibile.

    Le linee guida sull’allattamento al seno

    Non sempre è possibile allattare al seno, ed in tali casi è fondamentale sostituire il latte materno con quello artificiale, che può essere fornito anche come aggiunta. Ma laddove non vi siano particolari condizioni di salute della mamma e del bambino, la scelta migliore è quella fisiologica, dell’allattamento al seno. Unicef ed Oms raccomandano che i bambini inizino l’allattamento al seno entro un’ora dalla vita, vengano allattati esclusivamente al seno per sei mesi, con l’introduzione tempestiva di adeguati, sicuri e graduali alimenti complementari, a partire da quella età, pur continuando l’allattamento al seno fino a due anni di vita o oltre. Dunque? Nulla di scandaloso nell’allattare lungamente i bambini oltre i 24 mesi!

    L’importanza dell’allattamento al seno

    La malnutrizione è responsabile, direttamente o indirettamente, di circa un terzo dei decessi di bambini sotto i cinque anni. Essenzialmente stiamo parlando di numeri che derivano dal cosiddetto terzo mondo, ma una cattiva alimentazione non è prerogativa esclusiva dei poveri. Più dei due terzi di queste morti, è spesso associato a pratiche di alimentazione inadeguate che si verificano durante il primo anno di vita. “Nutrizione e nutrimento durante i primi anni di vita hanno entrambe un’importanza cruciale per la salute e il benessere dei bambini. Nell’infanzia, nessun dono è più prezioso di allattamento al seno, eppure a mala pena uno su tre neonati esclusivamente allattati al seno durante i primi sei mesi di vita”, si legge nel sito dell’OMS. L’allattamento al seno inoltre è anche una parte integrante del processo riproduttivo, con importanti implicazioni per la salute delle madri: ben nota la protezione sul tumore della mammella ad esempio.

    Foto di Lorello per Flickr