All’origine della depressione femminile c’è una mutazione molecolare del cervello?

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    Depressione femminile cervello

    La depressione, come ci indicano sempre dati e statistiche ufficiali, è donna. Una malattia che colpisce con più frequenza il sesso femminile, declinata secondo vari livelli di gravità, particolarmente insidiosa quella che si manifesta dopo il parto, ma assolutamente da non trascurare qualunque altra forma. Un male oscuro, terribile, che prosciuga l’energia vitale, che fa vedere tutto assurdo, inutile, impossibile, che crea fratture tra chi ne soffre e i chi gli sta intorno, e cerca di aiutarlo. Insomma, davvero una patologia da affrontare a curare quanto prima, non appena se ne scoprono i primi segnali.

    La Ricerca medica sta studiando, da anni, il cervello delle persone afflitte da depressione, per riuscire a venire a capo dello squilibrio neuronale all’origine del disturbo. E ogni tanto, gli scienziati scoprono qualcosa di nuovo e di interessante.

    Ad esempio, vi segnalo uno studio effettuato dai ricercatori dell’Università USA di Pittsburgh, i quali, analizzando il tessuto cerebrale di alcune donne decedute (21, per la precisione), che avevano però sofferto di episodi depressivi nella loro vita, hanno rilevato delle differenze rispetto al cervello dei soggetti sani.

    All’origine della depressione che colpisce il sesso femminile potrebbe (condizionale d’obbligo), esserci una sorta di mutazione molecolare genetica nell’area dell’amigdala, che sovrintende proprio le emozioni e i sentimenti.

    “Ci è parso che se ci fossero cambiamenti molecolari nel cervello affetto da depressione – ha spiegato uno degli autori dello studio, dott. Etienne Sibille – potremmo essere in grado di identificarli meglio in campioni provenienti da donne. Infatti, i nostri risultati ci danno una migliore comprensione della biologia di questa malattia psichiatrica comune e spesso debilitante”.

    Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry. Alla luce di questa scoperta, peraltro interessante, come tutte quelle che riguardano la neurologia e la psichiatria, mi sorge però, spontanea, una domanda: ma siamo sicuri che la depressione dipenda esclusivamente da un deficit biologico cerebrale?