Alimentazione: il 21% delle adolescenti italiane ha carenza di ferro

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    Adolescente carenza di ferro

    L’alimentazione degli adolescenti, soprattutto delle ragazze, sembra essere carente di ferro, sostanza preziosa e indispensabile per garantire un buono stato di salute generale ed efficienza sia fisica che mentale. A lanciare l’allarme è stato l’INRAN, l’ente pubblico che dipende dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e che ha commissionato un’indagine a proposito di abitudini alimentari dei minori italiani, nell’ambito di un progetto europeo più ampio denominato HELENA. Campionando adolescenti di Roma e dintorni di età comprese tra i 12 e i 17 anni, i ricercatori hanno rilevato percentuali significative di giovani afflitte da carenza di ferro nel sangue.

    La media è del 17%, ma il dato rilevante è che a soffrirne di più sono le ragazze, in percentuale che sale al 21%, contro il 13% dei coetanei maschi. “Il metodo prescelto per valutare lo status del ferro è particolarmente affidabile. E’ stato misurato attraverso il dosaggio della ferritina nel siero, che riflette i depositi di ferro disponibili nel nostro organismo per fronteggiare eventuali periodi di scarso apporto di ferro dalla dieta – ci spiega Marika Ferrari, una delle curatrici dello studio condotto dall’INRAN – Quando queste riserve tendono ad esaurirsi, vuol dire che l’organismo rischia una reale carenza di ferro, con conseguente alterazione delle sue funzioni e comparsa dell’anemia”.

    Questo minerale viene assorbito soprattutto attraverso l’alimentazione, che deve essere quanto più variata possibile, e sono appunto le abitudini alimentari il punto debole delle adolescenti italiane, essendo troppo spesso “sballate” e insufficienti a garantire al loro organismo in pieno sviluppo tutte le sostanze nutritive necessarie. “L’apporto di ferro nella loro dieta quotidiana dovrebbe essere adeguato ai loro fabbisogni, dovuti alla crescita e alle perdite mestruali”, commenta Catherine Leclerque, coordinatrice dello studio INRAN nell’ambito di HELENA, che fornisce anche qualche utile “dritta” alimentare:

    “Il ferro è presente in tanti alimenti, nei cereali, specie se integrali, nelle verdure a foglie, nella carne, nel pesce, nei legumi e nella frutta secca oleosa. Il ferro della carne e del pesce è più facile da assorbire, ma non per questo è indispensabile consumare questi alimenti. Piccoli accorgimenti permettono di migliorare l’assorbimento del ferro presente negli alimenti di origine vegetale. Poiché la vitamina C trasforma il ferro in una forma più disponibile, la spruzzata di limone sulle verdure e l’arancia consumata come tale o spremuta sono un valido aiuto.

    L’importante è limitare al massimo le calorie vuote nella dieta, e cioè gli alimenti che contengono zuccheri e/o grassi ma non apportano micronutrienti: bibite alcoliche e analcoliche, dolci, caramelle ecc”. In conclusione, bastano poche correzioni alla dieta quotidiana delle adolescenti per migliorare il loro stato di salute generale e, probabilmente, anche le prestazioni scolastiche e sportive, dato che la carenza di ferro ha delle ripercussioni sulle funzionalità fisiche e sulla prontezza mentale, oltre a togliere forza e vitalità all’organismo.