Alimentazione: donne meno attente al consumo di cibi antiossidanti

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    Alimentazione donne antiossidanti

    Un’alimentazione corretta ed equilibrata, come sappiamo, è fondamentale per mantenere l’organismo in buona salute, ma anche per conservare il più a lungo possibile bellezza e aspetto giovanile. Infatti, è proprio attraverso il consumo quotidiano di cibi ricchi di sostanze antiossidanti che ci proteggiamo dai danni provocati dai tanto temuti radicali liberi, responsabili principali dell’invecchiamento. Giusto a proposito di qualità dell’alimentazione dopo i 40 anni, arriva una interessante indagine statistica promossa dall’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano sul territorio italiano.

    I ricercatori hanno monitorato le abitudini alimentari di 4000 ultraquarantenni, giungendo a conclusioni che sfatano un radicato luogo comune. Non sono le donne, a quanto pare, a stare più attente alla spesa, preferendo alimenti ricchi di antiossidanti ma, un po’ a sorpresa, gli uomini. E’ il genere maschile che, in Italia, consuma in media una maggiore quantità di cibi ricchi di proprietà anti-invecchiamento come licopene, retinolo, vitamina C, carotenoidi, zinco e tocoferolo. Tutte sostanze contenute nei vegetali e negli oli vegetali, nei cereali, nei legumi, nella frutta e nel pesce, soprattutto azzurro.

    Secondo la ricerca dell’Osservatorio, inoltre, pur mangiando meglio delle coetanee, degli italiani campionati un buon 30% resta comunque “scoperto” per quanto riguarda il fabbisogno giornaliero di antiossidanti. “Avere un’alimentazione equilibrata e ricca di antiossidanti – ci spiega Michele Barichella, responsabile delle Struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica ICP di Milano e Presidente dell’Associazione italiana di Dietetica della Lombardia – aiuta a combattere l’invecchiamento precoce delle cellule, non solo quelle cutanee, che possono creare problemi estetici, ma anche quelle nervose, responsabili di patologie, anche importanti, come le malattie neurodegenerative”.

    Il prof. Barichella, inoltre, sottolinea come, grazie allo studio, si sia evidenziata una maggior trascuratezza proprio in chi avrebbe maggior bisogno di alimentarsi in modo corretto, ovvero la categoria dei fumatori, che producono maggiori quantità di radicali liberi. Che dire, considerando il “mito” della dieta mediterranea in cui siamo stati cresciuti, vien da domandarsi se, appunto, sia rimasto solo un retaggio del passato, superato da stili di vita e regimi alimentari più incentrati sulla fretta e sul risparmio, e conseguentemente meno salutari. C’è di che riflettere.