Al via la prima rete pediatrica italiana per studiare le malattie neurologiche rare

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    Malattie neurologiche rare bambini

    Le malattie rare, specie quelle di origine neurologica che colpiscono i bambini, saranno presto oggetto di studio da parte degli scienziati, attraverso un sistema ospedaliero coordinato che coinvolgerà i migliori centri pediatrici specializzati italiani. Si tratta di una rete che metterà a reciproca disposizione esami e immagini cerebrali dei singoli piccoli pazienti ricoverati nei reparti di neurologia pediatrica degli istituti aderenti all’iniziativa, al fine di creare un database quanto più ampio possibile di casi da confrontare tra di loro e da mettere in relazione con la conformazione cerebrale dei bambini sani.

    Il progetto è davvero importante e innovativo, pensate che si tratta della prima rete ospedaliera di questo tipo in Europa, e ha lo scopo di usare questa sinergia per trovare più facilmente delle cure per ogni specifica malattia rara che colpisca il cervello. A capo dell’intera rete si porrà l’ospedale Buzzi di Milano, che coordinerà le attività di ricerca dell’istituto Medea di Lecco (specializzato in riabilitazione pediatrica), del San Raffaele di Milano e del Bambin Gesù di Roma, ma è prevista anche la partecipazione di centri ospedalieri del Mezzogiorno.

    Ci spiega qualcosa di più del progetto, finanziato dal Ministero della Salute, è il prof. Fabio Triulzi del Buzzi di Milano. “E’ una grande sfida. Unire le risorse è fondamentale. C’è bisogno di scambiare informazioni, mettendo da parte le gelosie. Nell’universo dei disturbi mentali c’è molto da scoprire. I casi di ritardo cronico sono la maggioranza. I genitori cominciano a girare, a bussare a tutte le porte senza arrivare mai ad ottenere una risposta”.

    Ogni unità potrà contare su strumenti altamente tecnologici per giungere ad una diagnosi quanto più precisa possibile e condividere le informazioni con gli altri istituti. A tal fine, verrà utilizzato un apparecchio per la risonanza magnetica molto più potente, e i diversi centri saranno collegati tra loro grazie alla banda larga. Insomma, davvero un’ottima notizia per il nostro sistema sanitario nazionale, e ci voleva nel deserto che ci circonda.