Aids: ok dell’FDA al primo farmaco per prevenire il contagio

Con circa un mese di ritardo sulla tabella di marcia prevista, la Food and drug administration (FDA) statunitense ha dato il via libero definitivo alla commercializzazione del Truvada il farmaco per prevenire il contagio da HIV. Il medicinale in questione è già da molto tempo utilizzato per le terapie, in concomitanza con altri farmaci antiretrovirali, ma la novità sta nella nuova “indicazione“. Di fatto per avere questa, è stato necessario un iter molto lungo, quasi come quello della prima autorizzazione: è stato infatti doveroso valutare l’effettiva efficacia e valutarne gli effettivi rischi/ benefici, cosa che abitualmente si fa. I risultati sono stati ottimali: circa il 75% dei volontari a rischio hanno evitato il contagio con l’assunzione di una pillola al giorno. I timori permangono comunque: quelli che l’assunzione di questo medicinale possa indurre ad una vita sessuale priva di adeguate ed ulteriori protezioni: l’uso del profilattico deve rimanere una costante contomitante alla terapia preventiva farmacologica. Ma l’epidemia è troppo vasta, il truvada è un’arma in più per contrastarla.
Gravidanza, Hiv e farmaco per prevenire il contagio
L’importanza di questa autorizzazione a nuova indicazione per il Truvada è fondamentale, a livello globale, nella lotta contro l’Aids e l’HIV. Ma pensiamo ad esempio anche un attimo a tutte quelle coppie che desiderano avere un figlio, magari con l’uomo affetto da l’Hiv. Avere un rischio minore di contagio, può aiutare, anche perché non dimentichiamolo, che la donna trasmetterebbe poi il virus anche al figlio. In questo caso si è dunque sulla buona strada. Per questo motivo la Gilead Sciences, Inc., azienda farmaceutica produttrice del Truvada, si è impegnata (tra le condizioni dell’autorizzazione FDA) a raccogliere i dati sugli esiti delle gravidanze per le donne che rimangono in stato interessante durante l’assunzione del medicinale. Uno step in più per valutare il farmaco in tutti i suoi aspetti.
Il farmaco contro il contagio dell’hiv va ancora testato
Ma la gravidanza non è l’unico aspetto che andrà testato nel futuro: la casa farmaceutica infatti si è impegnata a raccogliere i ceppi virali di tutti coloro (un 25% circa) che si infetteranno nonostante l’assunzione del Truvada e di valutarli in quanto resistenti, per individuare una strategia migliore; in più sarà necessario testare il rischio di sieroconversione e lo sviluppo di resistenza correlato. Gilead formirà inoltre i dati nazionali di utilizzo del prodotto. Nei prossimi giorni a Washington si terrà la XIX Conferenza Internazionale sull‘Aids dove gli esperti internazionali faranno il punto della situazione.
Foto: Sassymom per Flickr
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Mer 18/07/2012 da Cinzia Iannaccio
















