Aids: nuove speranze dalle cellule modificate

da , il

    Con l’aids ormai convivono più di 33 milioni di persone al mondo. Più della metà degli adulti è di sesso femminile e tre milioni i bambini affetti da hiv ha meno di 15 anni. Una drammatica epidemia, che forse potrà essere fermata. Alcuni ricercatori americani dell’Università della California del Sud hanno appena pubblicato un loro studio sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature Biotechnology” con interessanti prospettive. Vediamo quali. Il virus dell’hiv attacca le cellule del sistema immunitario, aggrappandosi ad alcune molecole proteiche in essa contenute in particolare alla cosiddetta CCR5.

    Da sempre alcuni pazienti contagiati dal virus, si sono dimostrati più resistenti all’infezione. Quindi, analizzando le loro cellule, si è scoperto che erano caratterizzate da una particolare variazione genetica: mancavano cioè proprio di quella molecola, appunto uno dei principali mezzi di diffusione del virus.

    Da qui l’intuizione della professoressa Paula Cannon che ha diretto lo studio: perché non toglierla dalle cellule? Detto e fatto: presi in un laboratorio 2 gruppi di topolini, ad alcuni sono state iniettate delle cellule staminali modificate, ovvero private della molecola. Agli altri no.

    Sono poi stati tutti infettati con l’hiv e la risposta sorprendente c’è stata dopo sole 12 settimane: il sistema immunitario dei primi topi ha resistito notevolmente all’aggressione del virus, soprattutto in confronto agli altri. E’ ovvio pensare subito ad una sperimentazione diretta sugli esseri umani.

    Molte sono le ricerche condotte in questo senso, non solo riguardo all’hiv. Certo è che di questo percorso se ne parlerà specificatamente, anche nelle prossime settimane in corrispondenza di una grande conferenza internazionale sull’Aids che si terrà a Vienna.

    E’ importante che ogni giorno la ricerca medica porti avanti speranze concrete (anche se lontane) di cure. A noi fa piacere anche che per l’ennesima volta, a capo di un team di scienziati ci sia una donna. Almeno all’estero. Le donne, ricordiamolo sono sempre più vittime di questa malattia!

    Foto da:

    http://www.cellscience.com http://dialogospoliticos.files.wordpress.com/ http://www.estonianfreepress.com/ http://www.101healthsolution.com http://beta.thehindu.com/multimedia http://www.healthjockey.com http://www.dziennik.pl/ http://www.hivplusmag.com

    Dolcetto o scherzetto?