Aids, al via la sperimentazione sull’uomo di un nuovo vaccino

da , il

    aids nuovo vaccino sperimentazioni

    L’Aids sembra avere le ore contate. Si fa per dire perché comunque le sperimentazioni in corso necessitano ancora di qualche anno prima di offrire certezze. Certo è che le speranze sono alte. E’ di questi giorni l’autorizzazione da parte della FDA (Food and Dug Administration) americana a iniziare una sperimentazione clinica, sull’essere umano, con un nuovo tipo di vaccino messo a punto da un team di ricercatori dell’Università Western Ontario in London, dell’Ontario, Canada. La prima fase sarà attuata su 40 pazienti volontari già malati e riguarderà gli accertamenti circa la sicurezza e la tollerabilità. In una fase precedente questo vaccino aveva dimostrato un certo numero di effetti collaterali su topi e scimmie.

    Per ottenere l’autorizzazione alla sperimentazione umana è chiaro che i primi dubbi sono stati superati, ma non per questo i rischi connessi ad un farmaco sperimentale. Se, come si pensa, questa prima fase riuscirà a superare i protocolli tossicologici, si procederà con ulteriori test su pazienti sieronegativi, ma ad alto rischio di contagio, per verificare l’efficacia del vaccino ed infine un’ultima, preziosissima prova che vedrà a confronto 6.000 persone sane (sempre appartenenti a categorie a rischio) a metà delle quali verrà somministrato il vaccino e dopo un periodo prestabilito, verranno confrontati i dati di efficacia. La particolarità del nuovo farmaco é, a detta del Dr. Chil-Yong Kang, virologo alla guida della ricerca scientifica, quella di agire utilizzando il virus HIV-1 (tra i più aggressivi) reso però inattivo. In pratica viene usato il medesimo meccanismo (o quasi) della creazione dei vaccini antinfluenzali o di quello per la poliomielite che sta dando ottimi risultati.

    Vengono in pratica infettate delle cellule ed il virus HIV per sua natura inizia a replicarsi abbondantemente (offrendo dunque la possibilità di creare un medicinale, con molta semplicità e dunque in grandi quantità); questo attraverso alcune sostanze chimiche affiancate dalla radioterapia viene epurato, pulito, in pratica inattivato. A questo punto potrà esssere iniettato, stimolando la fisiologica risposta immunitaria dell’organismo, che in questo caso però non verrà sconfitta da virus in quanto inattivo, impossibilitato a replicarsi. La sperimentazione avrà inizio a Gennaio del nuovo anno.

    Foto: PinkMoose