Afrodisiaci naturali: le proprietà del succo di melograno

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    melograno succoso

    Il succo di melograno è un afrodisiaco naturale che aiuterebbe le donne a contrastare il proprio calo del desiderio sessuale o quello dei propri compagni: è ciò che affermano un gruppo di ricercatori della Queen Margaret University di Edimburgo, che hanno testato la gustosa bevanda su cinquantotto volontari tra i 21 ed i 64 anni, somministrandola una volta al giorno per due settimane, un solo bicchiere. Alla fine del test i livelli di testosterone sia negli uomini che nelle donne si sono decisamente innalzati, con aumenti fino al 30% in più.

    I benefici del succo di melograno

    Oltre al maggior desiderio sessuale, gli uomini avrebbero addirittura sviluppato un aumento dei peli della barba ed un tono di voce più marcato, mentre le signore avrebbero giovato di un rafforzamento della muscolatura e delle ossa. Non solo, il succo di melograno avrebbe anche aumentato il tono dell’umore di tutti i partecipanti al test, la memoria e ridotto la sensazione di stress. Insomma, un rimedio miracoloso, non trovate? Usiamo il condizionale per ovvi motivi che vogliamo condividere con voi: le proprietà benefiche del melograno sono già note da tempo, dato l’alto contenuto di antiossidanti, ferro e vitamine contenute nei chicchi rossi. Ma permetteteci di dimostrare perplessità quando si parla di tali effetti a tutto tondo sulla salute con una minima quantità bevuta per soli 15 giorni. Certo è che si può trattare (e sicuramente a questo si riferiscono i risultati del test) di una buona nuova base scientifica per partire alla ricerca di un medicinale che abbia effettivamente un’azione concreta sul calo del desiderio sessuale.

    Il calo del desiderio sessuale e le donne

    Una volta le donne dicevano ai compagni di “avere il mal di testa”. Oggi c’è una consapevolezza maggiore che riguarda entrambe i sessi e la coppia dunque: il calo del desiderio sessulale nelle donne (e non solo) è un fenomeno sempre più diffuso ed in aumento. Si parla addirittura del 34% del genere femminile. Le cause ovviamente sono numerose e a seconda dei casi si possono trovare soluzioni molto diverse tra loro.

    Le cause del calo della libido

    Di certo la “passione” amorosa dei primi tempi, con la quotidianità tende a svanire. Non è sempre facile mantenere vivace l’attenzione al riguardo, soprattutto nella vita quotidiana, tra bambini, lavoro e problemi economici. Non è solo noia, c’è lo stress, l’ansia, la stanchezza fisica, che incidono notevolmente nella sfera sessuale femminile. E poi c’è un calo ormonale, l’uso di alcuni farmaci, come pure la pillola anticoncezionale, che possono agire sulla libido, o altri problemi fisici non ben identificati. E’ per questo che anziché vergognarsi o farsi lacerare dai sensi di colpa o fingere (la cosa peggiore!) è opportuno parlarne col proprio medico. Spesso il calo del desiderio è sintomo di un disturbo che si può e si deve curare.

    Foto: zanganassa per Flickr

    Il calo di desiderio si combatte a tavola: il cibo stimola i sensi

    Calo del desiderio cibo

    Il calo del desiderio è un problema che affligge le coppie moderne, anche quelle più giovani e innamorate, difficilmente riescono a non incappare in questa triste secca. Per combatterlo, per ritrovare il piacere dell’intimità e della riscoperta l’uno dell’altra, si ricorre un po’ a tutto, a volte in maniera scomposta e poco convinta. La terapia di coppia è utile? Forse sì, ma certamente l’amore è la base da cui partire, perché il desiderio del partner non può prescindere dal sentimento, una volta che la relazione abbia già da tempo superato i primi ed entusiasmanti momenti di passione. A proposito di terapia, si sente spesso parlare del legame tra eros e cibo, un connubio antico, già celebrato dai poeti greci e latini, che però troppo spesso viene frainteso.

    Cibi afrodisiaci contro il calo del desiderio? Non servono…

    Contro il calo del desiderio nella coppia, partire dalla gastronomia per ritrovare il piacere di sedursi non significa necessariamente avere a che fare con i cosiddetti cibi afrodisiaci. Ci riferiamo ai classici frutti di mare, alpeperoncino, al cioccolato… tutti alimenti ottimi, che hanno il potere di stimolare la circolazione e gli ormoni dell’eccitazione, ma certo non sono sufficienti, da soli, a far rinascere la passione. In realtà il discorso è molto più ampio, e ha a che vedere con il risveglio dei sensi tout court, troppo spesso “mortificati” a causa del poco tempo a disposizione per gli amanti, allo stress, alla fretta, alle costanti preoccupazioni che esauriscono tutte le energie disponibili. E allora? Allora è nato il “Manifesto della gastronomia erotica”…

    Il “manifesto della gastronomia erotica”

    Il “Manifesto della gastronomia erotica” è un progetto scaturito dall’esperienza di una coppia (anche nella vita) di Verona: il consulente in relazioni familiari e consulente in sessuologia Vito Frugis e la psicoterapeuta di coppia Cristina Innuzzi. Dopo aver fondato nella loro città la “Scuola di sopravvivenza per coppie”, i due specialisti hanno ideato il manifesto che ha già concepito un primo “figlio”, ovvero il libro “Cotto e sedotto” che sta per venire alla luce. La domanda sorge spontanea, qual è il punto di partenza di questo viaggio tra i sensi? “Andando al supermercato è facile rendersi conto che nessuno odora più i cibi. Troviamo tutto confezionato e in busta e abbiamo perso progressivamente il contatto sensoriale con le cose mangiamo- spiega Frugis – Cucinare è un elemento importante per una rinnovata consapevolezza di quello che mangiamo e farlo insieme lo è ancora di più. Spesso è l’uomo che non ha voglia di cucinare, ma, al contrario, si tratta di un insieme di gesti che hanno una profonda valenza. Senza contare che questa idea si sposa perfettamente con il lavoro che stanno portando avanti associazioni internazionali come Slow Food”. Ma come si può aiutare concretamente una coppia “stanca” a ritrovare le gioie dell’intimità… cucinando?

    Riscoprire i sensi partendo dal cibo

    Il discorso dell’importante relazione tra eros e cibo, secondo gli autori di Cotto e sedotto, è sempre stata affrontata da un punto di vista sbagliato: “Nulla a che vedere con la vecchia strategia dei cibi afrodisiaci - spiegano – perché, come si evince dai testi, antichi e moderni, su questo tipo di cibi il modello di riferimento è maschilista: in sostanza si evidenziano i cibi eccitanti per l’uomo su un modello rigido e fallocratico. E anche nei recenti manuali di manutenzione culinaria dell’amore, si parla di cibi propiziatori all’amore di pronto uso”. Ma fare l’amore è estremamente complesso: “Non è affatto legato all’atto sessuale e non è neppure solo relazionato al disvelamento del corpo. E’ piuttosto uno stato della mente. L’affinamento consapevole dei cinque sensi e l’acutezza delle percezioni sono la via per comprendere la forza sovvertitrice dell’eros. Come può definirsi meglio qualcosa che ti fa fermare in mezzo alla strada per baciarti incurante di tutto il resto intorno? E come si spiega che di fronte a questo c’è chi prova ammirazione e chi, invece, un tremendo fastidio? Nell’eros c’è senza dubbio una forza capace di sovvertire l’ordine costituito”. Ecco perché imparare ad amarsi l’un l’altro a volte è un tutt’uno con il recuperare anche il vero piacere del palato, diverso dall’attitudine bulimica che spesso ci assale. “Se noi recuperiamo la sensorialità nei cibi, compiamo un’operazione fortemente sovvertitrice dell’ordine – chiosa Frugis – La gente, infatti, si ingozza quando il cibo non nutre i sensi. Tendiamo a comprare e ingozzarci oltre il necessario per compensare emotivamente questa mancanza. E se noi ci rifiutassimo di consumare cibi che insultano il palato, cosa accadrebbe? Potremmo persino influenzare la distribuzione commerciale”. Insomma, curare il palato per curare l’eros, e viceversa. Incominciate andando a fare la spesa in coppia, con calma, toccando e annusando insieme i cibi, e poi…