A gennaio influenza stagionale al top, entro fine mese previsti 2 milioni di malati

da , il

    Gennaio influenza stagionale clou

    Ebbene, ci siamo: l’influenza stagionale sta per raggiungere il suo picco massimo di diffusione, per questo motivo, i virologi raccomandano prudenza, soprattutto nei contatti “umani”, laddove sia possibile. Secondo le stime, infatti, ci stiamo rapidamente avviando al momento clou della malattia, pertanto entro la fine di questo mese, sono previsti ben 2 milioni di italiani contagiati dal virus H1N1 dell’influenza (quest’anno proveniente dall’Australia), e quindi messi ko da febbre e malesseri vari. Circa 100mila nuovi casi alla settimana porteranno alla massima diffusione dell’epidemia, come spiega il virologo Fabrizio Pregliasco.

    “Andiamo incontro al momenti di maggior diffusione dell’influenza, previsto per la fine del mese di gennaio. In questa settimana saranno 150mila i pazienti a letto, poi la cifra dei nuovi ingressi aumenterà notevolmente fino a raggiungere un totale di due milioni di persone colpite dall’influenza. Responsabili nell’impennata di diffusione del virus saranno le temperature più rigide e il ritorno dei bambini tra i banchi di scuola”.

    I sintomi sono noti: febbre che può raggiungere anche temperature elevate, forte mal di testa, brividi, dolori articolari. Tuttavia, a generare ulteriore confusione, durante il periodo delle festività natalizie si è aggiunto un altro virus abbastanza sgradevole, che ha provocato numerosi casi di gastroenterite, caratterizzati da sintomi come nausea, vomito e diarrea.

    “Spesso si tratta della stessa sintomatologia dell’influenza classica – spiega Prigliasco – provocata, però, da adenovirus ed enterovirus. Sono curve epidemiche che si sovrappongono e aumentano gli effetti della stagione influenzale”. Insomma, non si fa in tempo a scamparne una, che subito ne arriva un’altra. Che fare per proteggersi?

    Secondo il virologo, non è ancora troppo tardi per sottoporsi al vaccino: “All’organismo sono sufficienti dieci giorni per sviluppare i benefici del vaccino – spiega – Il tempo necessario, quindi, c’è, visto che il momento di massima diffusione del virus arriverà tra almeno due settimane”.

    Il consiglio è dunque chiaro, se non volete rischiare, specialmente se appartenete alle categorie più “delicate” (anziani, immunodepressi, malati cronici), c’è ancora la possibilità di ricorrere all’immunizzazione, diversamente, cercate di nutrirvi con alimenti protettivi (tanta vitamina C in primis), non prendete freddo e… incrociate le dita!

    Dolcetto o scherzetto?