8 volte su 10 il tumore alle ovaie si diagnostica troppo tardi

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    8 volte su 10 il tumore alle ovaie si individua troppo tardi, ovvero in fase avanzata. Questo significa che la sopravvivenza si riduce al solo 30% ed ancora più inquietante è che nonostante le terapie questa forma neoplastica torna. L’allarme in questi giorni è stato dato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) riunita a congresso a Milano. Ogni anno 4.500 donne italiane vengono colpite dal cancro alle ovaie e 3.000 non sopravvivono. Una diagnosi precoce aiuterebbe decisamente, ma come abbiamo visto, non esiste uno screening diagnostico valido.

    E’ per questo motivo che diventa importante una collaborazione mirata tra oncologi e ginecologi, finora scarsa, a detta degli interessati. Mentre all’Istituto Superiore di Sanità proprio in queste ore si sta aprendo un tavolo di lavoro volto alla prevenzione dei decessi per tumore alle ovaie occorre ricordare di prestare particolare attenzione ai fattori di rischio: il fumo di sigaretta, il sovrappeso, il menarca precoce, la mancata gravidanza, la menopausa tardiva e soprattutto la familiarità.

    Questa forma di cancro si manifesta nella maggior parte dei casi nel post menopausa ed è il 6° tumore femminile più diffuso al mondo. Riconoscere i sintomi è molto complicato, perché sono aspecifici, comuni a molti altri disturbi meno gravi. Imparare a riconoscerli è comunque buona cosa.