28 luglio Giornata Mondiale dell’Epatite

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    Giornata mondiale epatite

    L’epatite, anzi, le epatiti virali sono delle patologie estremamente insidiose e molto più diffuse di quanto si creda. Proprio per cercare di sensibilizzare tutti noi sull’importanza di prevenire l’insorgenza di questa infezione perniciosa anche attraverso opportuni e costanti controlli, il giorno 28 luglio è stata proclamata Giornata mondiale dell’Epatite (World Hepatitis Day), promossa dall’Organizzazione mondiale della Sanità e dalla World Hepatitis Alliance , che raggruppa tante diverse associazioni di pazienti con epatiti croniche. Preservare la salute del nostro fegato, organo fondamentale in quanto filtro del nostro corpo, è importante fin da giovani, e non a caso si punta moltissimo sulle vaccinazione, il mezzo migliore, il più sicuro ed efficace per proteggersi dalla diverse forme di epatite.

    Nel nostro Paese, ad esempio, tutti i minori e i giovani fino ai 31 anni sono ormai immunizzati dall’epatite B, grazie ad una Campagna all’avanguardia condotta dai primi anni novanta. Tuttavia, occorre ricordare e fare nostro il motto di quest’anno della Giornata mondiale contro queste patologie virali che danneggiano il nostro fegato: “L’epatite è più vicina di quanto credi”. La diffusione della varie forme di epatite, infatti, ci deve spingere a stare in guardia contro questo nemico insidioso della nostra salute, perché le possibilità di contagio sono più frequenti di quanto non ci immaginiamo.

    Attualmente, nel mondo, una persona su 12 viene colpita dall’epatite, e poiché la sintomatologia, all’esordio della malattia, è nella maggior parte dei casi irrilevante, appare chiaro come sia difficile fermarne la diffusione. Si stimano addirittura 2 miliardi di persone che hanno contratto l’epatite B nel mondo, e circa 100 milioni i malati di epatite C. Cifre da brivido. La disinformazione, poi, gioca un ruolo fondamentale, ecco perché occasioni come quella del 28 luglio, per parlare di come si presenta e di come si trasmette l’epatite, le sue tipologie e le sue possibili conseguenze, diventa cruciale. Vediamo, a tal proposito, di ricordarci come ci si ammala di epatite B e C, le forme più pericolose perché possono degenerare in cancro e cirrosi.

    L’epatite C si trasmette attraverso il sangue, proprio come il virus dell’HIV, per questo, per prevenirla, è necessario stare molto attenti a ciò che condividiamo con gli altri e che possa recare tracce ematiche. Rasoi, spazzolini, forbici e oggetti taglienti, siringhe, tutti strumenti che si dovrebbero usare sempre perfettamente sterilizzati. Attenzione ai tatuaggi e ai piercing, se proprio non ci volete rinunciare, cercate di scegliere un tatuatore professionista che abbia un laboratorio a prova di ispezione sanitaria. Stesso discorso se ci sottoponiamo a trattamenti chirurgici, magari di tipo estetico. Questa forma di epatite virale non dà sintomi per tantissimo tempo, e scoprirla è spesso casuale.

    L’epatite B si trasmette attraverso i rapporti sessuali (per questo l’uso del condom è fondamentale per la sua prevenzione), e il sangue, per cui vale lo stesso discorso dell’epatite C. Curare l’epatite B è lungo, difficile, comporta l’assunzione di farmaci per molto tempo, ed è certamente meglio evitare di ammalarsi. Ricordiamoci, perciò, di controllarci e fare sempre le analisi del sangue, e soprattutto tenere un comportamento prudente fin da giovani.